Manuale di Resistenza al Veltronismo
(ovvero come essere più populisti di Uolter)
opinionista | 24 Gennaio, 2007 01:07
Come annunciato in un precedente post l'Ego Tour di Uòlter è arrivato a Napoli, la seconda tappa del one man sciò alla romana.
Di seguito potete leggere il resoconto del nostro inviato Maced, anche lui fervido uolteriano, nonostante non abbia la fortuna di vivere a Roma.
Teatro Mercadante ore 20:30 - 22/04/07
La sala del tratro Mercadante è già piena, nella platea siedono tutti i quadri locali dei DS, qualche margherita, parecchi editorialisti, direttori della stampa locale. Sui palchetti di primo livello sono le telecamete, i portatili dei cronosti che poi sbrodoleranno lodi a gogò.
Le brochure su tutti i giornali annunciavano l'evento: Che cosa è la politica? Walter Veltroni. Entrata libera fino a eusarimento posti. Due terzi della sala era prenotata preventivamente dalle autorità più o meno auteroveli. In mezzora un centinaio di uomini liberi acapparrano i posti rimasti, si riempie anche una sala adiacente (60 posti) che trasmette il tutto proiettato su di uno schermo.
voceoff
/Si prega di spegnere i cellulari, ha inizio lo spettacolo/
Veltroni mette subito le mani avanti: /colleghi giornalisti, non vogliate leggere nel mio discorso altre finalità; è un ragionamente d'amore sulla passione per la politica. /
Buio in sala
all'inizio fu il Chaplin del "grande dittatore", discorso sull'uguaglianza e applauso della folla oceanica che prima avrebbe esaltato un Hitler ridicolizzato.
Da qui parte Veltroni il passionario che continua appelandosi ai valori della resistenza, /a quella capacità di lavorare non per se stessi e per il presente, ma bensì per il futuro e per la collettività./ Poi virata sulla non violenza.
E qui, i primi pruriti:
Caro Walter, ma la resistenza fu un fenomeno violento, non violento, a quale resistenza fai appello se poi mi prendi come totem la non violenza oltranzista?
Da un Vittorio Foa che ricomincerebbe a studiare, ma non solo sui libri, se avesse trent'anni oggi, a un Martin Luther King dal lungo sogno per una america egualitaria, ripreso da un Barack Obama che un po' gli assomiglierebbe. Almeno speriamo che in cuor suo Veltroni preferisca Obama alla Clinton, ma è vietato pensarlo visto la premessa fatta dallo stesso passionario.
Ed un citazionismo all'ennesima potenza, dove il nostro mette delle sue incisive solo sull'importanza della passione nella politica, una passione non svendibile a buon mercato, ma la dialettica che la include potrebbe svendere tutto prima che apra la borsa a Wall Street o a Milano.
Tutto viene citato nella più rigorosa par condicio. fortunatamente di Hannah Arendt e di Max(imilian) Weber non ci sono testimonianze video, e rimangono sulla carta letti dal nostro, ma poi arriva un moribondo Enrico Berlinguer che chiude con sovraumana fatica l'appello alla partecipazione di tutti i comunisti alla chiusura della campagna elettorale a Padova, seguirà la morte del segretario più amato; e un Alcide De Gaspari che a Pargi difendeve le ragioni di un Italia trattata come l'attuale Iraq. Recuperato anche Zaccagnini, a dimostrazione che: ... i politici di un tempo non esistono più! E non esiste più nemmeno Bettino Craxi che agli USA diceva "state calmi" nella crisi di Sigonella. Un Craxi lento lento nella chiara enunciazione cronologica dei contatti avuti con l'amministrazione USA che pretendeva di avere il commando del Fronte Palestinese che dirottò l'Achille Lauro. Fu solo questione di pochi decenni, visto che i marines in Iraq giustizziarono poi Abu Abbas. Ma Veltroni vorrebbe dire qualcosa sulla base di Vicenza con questo... assolutamente no. La passione ha un protocollo rigido che non permette interpretazione.
E a coccolare il cuore dei radicali passionari, tra un Bobby Kennedy e una Rigoberta Menchù passionaria noglobal perché è noglobal, compare anche Volontè-Vanzetti, /vengo condannato perché anarchico, e perché italiano, perché italiano. /
Tutto scorre, per fortuna anche Veltroni; l'importante e che difendiate le vostre idee, fino alla fine, senza mai includere la violenza. Siate voi anarchici, fascisti, noglobal, masochisti, cristiano, musulmani, depressi, repressi o repressori (quest'ulimo purché non violento).
Andate in pace, amen
*standing ovation*