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Manuale di Resistenza al Veltronismo
(ovvero come essere più populisti di Uolter)

I manganelli nel cordoglio

opinionista | 14 Gennaio, 2007 18:02

Chi si aspettava che un presidio antirazzista promosso dalla comunità bengalese potesse finire con le cariche della polizia e alcune persone in ospedale? Nella città dei balocchi di Uolter si passa dalla festa alla tragedia in un attimo.

L'altra notte intorno a Piazza Vittorio una donna e il suo bambino di nazionalit' bengalese sono morti in seguito ad un, si presume, incendio doloso.

Ma anche se non fosse doloso poco cambierebbe. Le 15 persone stipate in quella casa sono, in questa città, la normalità. Lo condizione abitativa per i migranti e le famiglie a basso reddito sono queste e si chiama sfruttamento e speculazione.

Piazza Vittorio e il quartiere Esquilino ne sono l'esempio: lussuosi appartamenti dei professionisti accanto ad appartamenti di inquilini fantasma e silenziosi costretti a rimanere tali, tra subaffitti da capogiro e permessi di soggiorno che spesso faticano ad arrivare. Tutto questo nel silenzio di una amministrazione capace solo di riempirsi la bocca nel chiamare l'Esquilino, il quartiere multietnico. E forse lo è davvero ma il merito è casomai di chi il quartiere lo vive e ci abita e che in questi anni è riuscita faticosamente a costruire un tessuto di solidarietà che rompesse le urla becere della destra cittadina e i rastrellamenti delle forze dell'ordine alla caccia degli "irregolari".

Ieri sera poi abbiamo visto e subito il peggio.

Un presidio che voleva denunciare le condizioni abitative dei migranti nella città è stato pesantemente caricato per ordine del neo questore di Roma, Marcello Fulvi, troppo preoccupato che la viabilità interrotta. Bilancio 5 persone in ospedale e tanta rabbia. Qualcuno nei mesi precedenti mi aveva detto di stare attenti al nuovo arrivato, un signor nessuno che sembra uscito da un poliziesco anni 70 che quando si insediò affermò che i problemi principali a Roma erano i rom, i clandestini e gli ultras (sic!). Ora ho capito cosa intendesse.

Ora immaginiamo e vorremmo non sentire le parole di cordoglio di Uolter e  dell'amministrazione capitolina a cui si sono affiancate anche quelle dei neo/ex/post fascisti di AN e accozzaglia varia. Parole che destano ancora più rabbia in un quartiere dove gli sgomberi di migranti autorganizzati sono stati numerosi e in una città dove proprio il giorno prima, 27 africani sono stati sgomberati da uno stabile a Boccea.

Agli "strozzini degli affitti" non c'è scampo e a chi si salverà dalla prossima tragedia in cambio avrà una medaglia e l'attenzione e l'assistenza di Uolter.

Chiamatela "Lotteria di Roma", partecipare è gratis.

PS> lunedì 15 gennaio, di nuovo presidio a piazza Vittorio.